Comprendere come funzioniamo,
per stare meglio nel mondo
Dare senso all’esperienza
e orientare il cambiamento
Ogni percorso inizia da una scelta consapevole
Spazi di cura e ricerca.
Dott. Federico Masten
Psicologo clinico e Neuropsicologo a Trieste
Nel mio lavoro accompagno le persone a comprendere ciò che stanno vivendo e a ritrovare un orientamento possibile nella propria storia.
Ogni percorso parte dall’esperienza concreta di chi ho di fronte: da come il corpo reagisce, da ciò che viene sentito, da ciò che oggi fatica a trovare senso.
Unisco la valutazione del funzionamento cognitivo a un ascolto attento del vissuto personale, perché credo che le difficoltà non possano essere comprese separando ciò che accade nella mente da ciò che si vive nel quotidiano.
La comprensione di come funzioniamo diventa così uno strumento per dare continuità alla propria esperienza e aprire nuove possibilità di scelta.
Il lavoro clinico è uno spazio condiviso, costruito insieme, in cui fermarsi, comprendere e riorientarsi con maggiore consapevolezza e rispetto dei propri tempi.


Un lavoro clinico che parte dall’esperienza
Comprendere l’esperienza, orientare il progetto di vita
Il mio obiettivo è offrire percorsi clinici che aiutino le persone a comprendere ciò che stanno attraversando e a ritrovare una direzione possibile nella propria vita.
Il lavoro non si limita a “correggere” ciò che non funziona, ma cerca di dare senso all’esperienza nel suo insieme: a come una persona vive il proprio corpo, le relazioni, le scelte e i cambiamenti nel tempo.
L’incontro psicologico e neuropsicologico diventa così un punto di partenza per orientare un percorso costruito su misura, rispettoso della storia e delle risorse individuali.
Credo in una pratica clinica accurata nel metodo e attenta alla relazione, in cui comprensione e intervento procedono insieme, con l’obiettivo di favorire maggiore autonomia, continuità e qualità della vita.
Uno spazio dedicato
Comprendere, orientarsi, stare accanto
Il percorso di cura non riguarda soltanto chi lo attraversa in prima persona. Colloqui di orientamento per capire la diagnosi e il quadro neuropsicologico, sostegno nel carico della cura e indicazioni concrete su come affiancare il proprio caro nel suo percorso.
Familiari e caregiver
Anche chi assiste ha bisogno di uno spazio
Il declino cognitivo o la malattia di una persona cara non tocca soltanto chi ne è colpito: cambia equilibri, ruoli e vissuti dell’intera famiglia. Chi resta accanto, e spesso si fa carico della cura, ha bisogno a sua volta di comprendere ciò che accade e di un luogo in cui orientarsi.
Come funziona
Come si svolge il percorso
01.
Primo contatto
Un primo scambio telefonico o via email per comprendere la richiesta e valutare insieme il percorso più adeguato.
02.
Incontro iniziale
Uno o più incontri dedicati alla raccolta della storia e alla comprensione delle esigenze, utili a orientare la valutazione o l’intervento.
03.
Restituzione e proposta di lavoro
Un momento di condivisione in cui vengono spiegati gli esiti della valutazione o delineato il piano di intervento più adatto.
04.
Il percorso
Avvio del training o del lavoro clinico concordato, con obiettivi chiari, monitoraggio nel tempo e possibilità di ridefinizione.
FAQ – Hai qualche domanda?
Di seguito puoi trovare alcune informazioni utili prima di cominciare.
Serve l’impegnativa del medico per prendere appuntamento?
No. L’accesso è diretto e non richiede alcuna prescrizione medica o diagnosi pregressa.
Puoi rivolgerti a me ogni volta che senti la necessità di un confronto, di un supporto o di uno spazio in cui comprendere meglio ciò che stai vivendo.
Quanto dura un percorso psicologico?
Non esiste una durata prestabilita. Ogni percorso si costruisce a partire dalla storia, dai bisogni e dagli obiettivi della persona. Alcune situazioni trovano beneficio in un lavoro breve e focalizzato, altre richiedono un tempo più disteso. Nei primi incontri definiremo insieme le priorità e valuteremo nel tempo l’andamento del percorso, in modo condiviso e trasparente.
I colloqui sono coperti da segreto professionale?
Sì. La riservatezza è un elemento fondamentale del lavoro clinico ed è tutelata dal Codice Deontologico e dalla normativa sulla privacy.
Gli incontri si svolgono all’interno di uno spazio protetto, in cui ciò che viene condiviso resta confidenziale e può essere esplorato con libertà e sicurezza.
È normale avere dei dubbi o sentirsi a disagio prima del primo incontro?
Sì, è del tutto naturale. Rivolgersi a uno specialista è un atto di coraggio che spesso porta con sé dubbi o timori iniziali, significa esporsi a qualcosa di nuovo e non sempre prevedibile.
Il primo obiettivo del lavoro è creare un clima di ascolto e rispetto, in cui poterti sentire accolta/o senza giudizio e iniziare a orientarti con maggiore chiarezza.
È possibile chiedere un primo confronto prima di decidere?
Sì. È possibile concordare un breve contatto informativo per chiarire la richiesta e capire se il mio intervento può essere adatto alla tua situazione.
Questo primo scambio ha una funzione orientativa. Il lavoro clinico vero e proprio inizia con il primo colloquio professionale, che è uno spazio dedicato, strutturato e tutelato.
Contatti
Diamo voce alla tua richiesta
Ogni percorso inizia da un momento di confronto.
Se cerchi una valutazione, un supporto clinico o desideri chiarire alcuni dubbi prima di iniziare, puoi contattarmi liberamente.
Compila il form: ti risponderò per orientarti verso la soluzione più adatta, con attenzione, riservatezza e rispetto della tua privacy.
Ricevo su appuntamento in diverse sedi a Trieste
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Orari
🕣 Rispondo dalle 8:30 alle 19:00



